Transarmonica

Musica composta su testo tratto da “De Rerum Natura” di Tito Lucrezio Caio, per soprano e controtenore.

libretto

Gruppo strumentale composto da Violino, Viola, Violoncello e due Tastiere. Progetto scenico e immagini a cura di Roberto Masotti.
Commissionato dal Festiva1 "ATERFORUM" di Ferrara del 1988.
Trans-Armonica nel 1992 apre il Festival di Villa Arconati, a Castellazzo di Bollate, nella serata inaugurale dedicata ad opere di Roberto Cacciapaglia.

 

Dal finestrino di un treno tutto passa velocemente: case, alberi restano indietro mentre l'occhio di chi osserva scruta nello spazio vicino e lontano fino all'orizzonte. Un bordone corre nella notte mentre tutto è in movimento, cambia, lungo un percorso da esplorare attraverso il paese dell'armonia. Guardandosi attorno c'è cosi tanto: le montagne, i1 mare, gli alberi, le città, i quartieri, l’armonia pervade tutto. Come non tenere conto di tutte queste zone; è come una pianura dove un pentagramma o strada affrettata passa per toni maggiori e minori, triadi, intervalli, accordi perfetti che hanno il potere di raccontare una storia di relazioni, suggestioni e impressioni che ci aiutano a trovare un contatto col nostro mondo emozionale.

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L’idea di attraversare, cercare, partire, vagare: movimenti armonici. E' molto più che uno spazio geografico, sono veri e propri mondi: battere e levare, alba e tramonto, inspira, espira. Un viaggio senza fermate, perché fermarsi è pericoloso, ti può incatenare ad un linguaggio, ad abitudini, nostalgie o a regole che consentono che tutto si risolva attraverso processi mentali e teorici senza tenere conto che la percezione è anche fisica ed emozionale. Spostarsi significa non farci catturare, essere in movimento, staccarci dagli schemi, tentare una sospensione dai meccanismi dei codici musicali. La percezione dipende dal proprio stato d'animo, dalla propria ricettività, è probabile che durante un viaggio i nostri sensi siano più svegli e le impressioni sonore che toccano la nostra memoria si impongano all'attenzione nel tentativo di oltrepassare un codice armonico. No, non fermiamoci, ma guardiamo e osserviamo lungo la

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strada, facciamo incontrare concezioni musicali opposte e utilizziamo questi elementi, queste energie espresse nelle più svariate forme per ottenere una maggiore intensità. Non facciamo riferimento solo alla tradizione della musica "colta", ma guardiamo quei fenomeni musicali che sono veicolo di cambi culturali, di costume e simbolo di svolte generazionali, nella speranza che questa ricerca vada altre i confini che dividono la musica in categorie e che giunti all'alba questa linea di fuga ci porti oltre la frontiera.

 

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