L'Oriente ha sempre trovato una collocazione precisa nel repertorio marionettistico: luogo remoto e irraggiungibile dove si ritrovano innamorati creduti dispersi, Califfi dispensatori di giustizia e Sultani pronti al perdono; ambiente di azioni e di ritrovamenti di chiara derivazione operistica. Fra i testi di origine ottocentesca e di tale tipologia rappresentati al Teatro Gerolamo sino al 1957, un posto di privilegio ha sempre avuto "La Zamira crudele", ovvero "La donna nemica degli uomini, ovvero le sventure del Principe Alimut", più nota con il titolo "Le mille e una notte" che il pubblico milanese ha più e più volte applaudito. Storia d'amore e di morte ispirata alla fiaba teatrale di Carlo Gozzi, "Turandot", andò in scena la prima volta nel 1867, quando la Carlo Colla e Figli era ancora compagnia itinerante. Nel riprodurre una nuova edizione Eugenio Monti Colla ha inteso prediligere l'aspetto fiabesco, trasformando la commedia originale in spettacolo musicale, dove parole, gesto e canto completano lo specifico marionettistico, arricchendo la trama di elementi spettacolari, con un gran numero di marionette, musicisti e cantanti, trucchi ed effetti scenografici. L’oriente così rivisitato da una lettura fantastica non rifiuta le allegorie e i simbolismi, ma tende soprattutto alla grandiosità e al fascino dello spettacolo.