Generazioni del Cielo

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"Generazioni del Cielo" è un opera musicale contemporanea in forma di oratorio; nasce da uno sviluppo del linguaggio musicale maturato attraverso esperienze polivalenti, che spaziano dalla composizione classica alla produzione di musica di largo ascolto. Il soggetto scaturisce dalla volontà di raccontare una storia non usuale, una storia senza accadimenti reali ma con emozioni realmente provate, attingendo dalla letteratura contemporanea e prendendo spunto anche da testi sacri.

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Nella messinscena la musica, concepita classicamente, viene proiettata in un ambiente tecnologico e multimediale, dove possono dialogare antico e moderno, interagendo e dialogando.
I costumi sono stati disegnati con un criterio di astrazione dal tempo. Là dove la stoffa in qualche modo rincorre la topografia del corpo, si sono utilizzati i percorsi funzionali delle bendature.
La scena non è il luogo urbano o il puro paesaggio del wanderer. Essa si svolge accanto e dentro un archetipo: l'arca come "custode della vita", archetipo di tutte le città future. Ma anche topoc della rigenerazione di una umanità che viene "punità" con la salvazione, con il peso delle sue responsabilità e dei suoi rimorsi. La scenografia, astratta da un luogo fisico determinato, doveva rappresentare la musica secondo un processo analogico, come un corpo collocato accanto all'anima. Per questo la scelta di un archetipo: l'Arca. Mostrarne il suo interno voleva essere un invito a volgere lo sguardo entro se stessi e ad osservare le cose con l'occhio interiore, annullando ogni distanza tra l'oggetto osservato e la persona.