Accostandosi ad un testo straordinario e significativo come “I Versi d'Oro” si ha la conferma che Pitagora possedeva quel sapere e quella saggezza che scavano in profondità nell'essenza delle cose. Armonizzava e metteva in relazione conoscenze e discipline considerate lontanissime tra loro, con un senso e un significato unificante e totale.
Pitagora è attuale e vicino alla sensibilità e alle percezioni psichiche ed emozionali della nostra epoca, divisa nelle sue scelte e attraversata da suggestioni musicali diverse e lontane tra loro. Oggi è necessario seguire un cammino, ritrovare una relazione e un valore dimenticati insieme a molti aspetti della musica non considerati o addirittura evitati.
L'esercizio della musica e delle attività ad essa connesse, come la danza, è educazione della mente e del corpo, in quanto ammaestra nei valori dell’armonia e del ritmo, che sono essenziali per lo sviluppo della persona. Ma la musica, all'ascolto, è anche la via diretta attraverso cui la voce intima della realtà perviene all'anima, senza la mediazione precaria e ingannevole della materia. Essa è percezione ed espressione dei sentimenti; e poichè questi, come ogni fenomeno del reale, riconducono la loro essenza ai rapporti numerici, sarà possibile produrre determinati effetti nella psiche in relazione ai diversi modi, individuati dalla successione degli intervalli.
Se musica e anima sono la stessa cosa, nelle leggi della musica si dovrà cercare la natura dell'anima, scoprire il segreto delle sue aspirazioni, che il trauma della materia confonde e occulta. Musica e numero, in una simbiosi che nell'essenza profonda del reale si rivela come identità, affermano il valore supremo della proporzione, a cui si conforma l'armonia della vita universale.