Il bisogno di scrivere all'interno di questo disco non significa volerlo "spiegare", anche perché sarebbe impresa assai utopistica e insensata, ma piuttosto aiutare ad individuare una sua difficile collocazione e chiarirne la provenienza e le aspirazioni. Il primo contatto concreto trovo risieda nel titolo, SONANZE, indicativo secondo me per un lavoro che si trova al crocevia di due strutture musicali: l'una (ASSONANZE, armonie, tonalità) dettata in genere dall'emotività; l'altra (DISSONANZE, atonalità, forza disgregatrice delle strutture tradizionali classiche), utilissima "ai suoi tempi", dico ai suoi tempi perché penso che la musica cosidetta "moderna" abbia subito un processo di invecchiamento e Sonanze di nonsenso, e che oggi sia diventata "tradizionale" cioè sfida alla troppa atonalita, troppi problemi estetici e discriminatori per una materia che dovrebbe essere presa e manipolata liberamente ai fini di una massima intensità propria del processo creativo, al di là delle tecniche, solo vero elemento di impedimento a un rapporto tra ascolatore e autore. Sono consapevole, purtroppo, di essere in ritardo di alcuni millenni rispetto a come vorrei fosse intesa la musica, che oggi trovo diluita nei suoi poteri primari, in un'epoca distruttrice dei valori essenziali. Proprio per questo voglio cercarla in profondità e non in superficie, magari alternando la manopola di un sintetizzatore ad un marranzano.
Remastering: 2000 - Abbey Road Studios
